Visualizzazione post con etichetta situazione libia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta situazione libia. Mostra tutti i post

lunedì 21 marzo 2011

Video notturno degli attacchi alleati in Libia e aggiornamenti al 21 Marzo

Stamani sono decollati due F18 spagnoli e un tanker da Decimomannu in Sardegna, dopo il raid su Bengasi nella tarda serata di domenica 20 marzo in cui sono stati impiegati anche i Tornado Ecr italiani, partiti dalla base militare di Trapani Birgi. E proprio da Birgi tre caccia italiani sono decollati verso le 14 di oggi. Bocche cucite al comando del 37° stormo dell'Aeronautica, dove non confermano che i due velivoli sono diretti in Libia.

mercoledì 16 marzo 2011

Apocalisse in Giappone...ma Gheddafi che fa?

Mentre il mondo si concentra sul Giappone Gheddafi si sta riprendendo la Libia. Chilometro dopo chilometro l’esercito fedele al raìs schiaccia i rivoltosi. Ed è difficile, a questo punto, ipotizzare una sconfitta del Colonnello a meno che, sul campo, non subentri qualche nuova variabile: la no-fly zone o l’intervento di forze straniere a supporto degli insorti.

lunedì 28 febbraio 2011

Ue approva sanzioni nei confronti di Gheddafi

Il Consiglio Ue ha appena approvato con "decisione unanime" la messa in atto della risoluzione Onu 1970 e una serie di sanzioni complementari nei confronti del rais Muammar Gheddafi e della sua famiglia tra cui il congelamento dei beni e il blocco dei visti. E in Libia non si ferma la rivolta. Si combatte nei dintorni di Misurata e secondo quanto hanno reso noto i ribelli libici che hanno preso il controllo della città, un elicottero militare sarebbe stato abbattuto e sarebbero stati catturati cinque soldati fedeli a Muammar Gheddafi che erano a bordo del velivolo. Non è chiaro se il velivolo sia lo stesso che poco prima ha attaccato la sede della radio locale.
Altro fronte caldo a Bengasi, dove è caduto nelle mani dei rivoltosi l'aeroporto militare di al-Banin, vicino alla città dell'est della Libia. Lo ha riferito il sito web dell'emittente al-Jazeera, precisando che l'aeroporto di al-Banin è il secondo aeroporto militare più importante del paese. Secondo l'emittente, tutti i jet privati e gli aerei civili oggi sono rimasti a terra. Il personale militare dello scalo, inoltre, si sarebbe unito ai manifestanti.


Proprio a Bengasi il governo francese invierà, come annunciato dal primo ministro Francois Fillon, due aerei carichi di aiuti per far fronte all'emergenza umanitaria.
Intanto, i rivoltosi libici annunciano la ripresa delle forniture di petrolio in arrivo dalle aree sotto il loro controllo. Una petroliera della compagnia Arabian Gulf Oil Co., con a bordo 700mila barili di greggio, sarebbe partita nella notte dal porto di Tobruk a nord-est del paese, ha detto Hassan Bulifa, membro del comitato di gestione della prima compagnia petrolifera della Libia, secondo quanto riporta il Wall Street Journal. Il comitato ha assunto la guida della società dopo le dimissioni del presidente, Abdulwanis Saad, fedele a Gheddafi. Si tratterebbe del primo carico di petrolio esportato dalla parte est del paese africano dopo una settimana di violenti scontri.

venerdì 25 febbraio 2011

Situazione In Libia: I Figli Di Gheddafi Gli Voltano Le Spalle

Due dei figli maschi di Gheddafi lo hanno abbandonato, uno è scappato in Venezuela, un altro addirittura sembra si sia schierato con i rivoltosi.
Anche una delle mogli del leader libico e 4 figlie si sono rifugiate in Venezuela, nell’isola di Margarita, secondo quanto rivela il quotidiano El Universal.
Ormai il colonnello Gheddafi può contare solo sui fedelissimi e i mercenari assunti per sostituire i militari che hanno disertato, appoggiando i manifestanti, lasciando persino i MIG armati, abbandonati in pista.


Oggi 25 febbraio in Piazza Verde a Tripoli, è in programma la più grande manifestazione di protesta della capitale libica, molti abitanti di Tripoli affermano infatti di aver ricevuto sms dalle forze antigovernative che avvertono della manifestazione che si terrà dopo la preghiera del venerdì...CONTINUA

giovedì 24 febbraio 2011

Al Arabia Scrive Su Twitter 10mila Morti In Libia

Situazione sempre più drammatica in Libia, gli stranieri fuggono per tornare in patria, Gheddafi arruola civili per sedare le rivolte e Al Arabiya scrive su Twitter che i morti sono almeno 10.000.
Ieri sera Gheddafi apparso in tv, aveva detto "resisterò fino alla morte" e stamattina Franco Frattini parla di guerra civile in Libia, anche se il governo controlla ancora Tripoli, ha ormai perso la Cirenaica.
Fin’ora l’Italia aveva taciuto sulle repressioni in Libia, ma come ha detto Franco Frattini: "c'é un limite e di fronte a quello che sta accadendo, non possiamo non levare la nostra voce” per questo "orribile spargimento di sangue" e attacca il leader libico Gheddafi.


Anche Silvio Berlusconi interviene agli Stati generali di Roma, facendo sapere che è rimasto tutta la notte in contatto con i vari leader europei e americani, per fare il punto della situazione in Libia e nel resto dell’Africa: “Quello che é importante è che non ci siano violenze ma dobbiamo anche essere attenti a quello che accadrà dopo quando saranno cambiati questi regimi con cui noi trattiamo e che sono per noi importanti per la fornitura di energia"...CONTINUA

mercoledì 23 febbraio 2011

UE SULL’ EMERGENZA IMMIGRAZIONE: GLI IMMIGRATI RESTANO IN ITALIA, SOLO AIUTI ECONOMICI


Fonti diplomatiche dell’Unione Europea danno la disponibilità ad aiuti materiali e finanziari all’Italia, per l’emergenza immigrati, ma non ci saranno smistamenti nel resto d’Europa.
Umberto Bossi replica da Montecitorio rispondendo ai cronisti: "intanto non sono arrivati e speriamo che non arrivino, se arrivano li mandiamo in Francia e Germania..."; mentre il ministro degli esteri Franco Frattini dal Cairo dove si è recato per incontrare il segretario generale della Lega Araba Amr Mussa, dichiara di essere molto preoccupato per la situazione in Libia e di temere una guerra civile che provocherebbe un’ondata immensa di immigrati verso l’Unione Europea.


Anche l’ONU si dice preoccupato per la situazione del Nord Africa e soprattutto della Libia e chiede all’Italia di non respingere il flusso di persone che potrebbe arrivare dalla Libia e dai Paesi limitrofi; "Noi chiediamo: per favore, non li respingete, questo è il momento di mostrare il vostro spirito umanitario e la vostra generosità nei confronti delle persone che stanno attraversando un grave...CONTINUA

martedì 22 febbraio 2011

SITUAZIONE IN LIBIA: NUOVI BOMBARDAMENTI AEREI SU TRIPOLI

Anche stamattina come ieri sera, gli aerei militari libici hanno bombardato i civili che manifestavano nelle piazze della capitale libica Tripoli.
La violenza estrema della repressione nei confronti dei manifestanti, ha creato delle spaccature fra i sostenitori di Gheddafi, infatti molti militari ed esponenti politici, si sono schierati con i manifestanti pro democrazia.


Ieri sera nonostante la giornata di cruenta repressione, il colonnello Gheddafi è apparso in tv per far sapere a tutta la Libia che non ha lasciato il Paese ed ha annunciato che incontrerà ''i giovani nella piazza Verde per dimostrare che sono a Tripoli e non in Venezuela'', ha anche invitato il suo popolo a non credere a quello che viene detto in tv, perché viene detto “dai cani randagi”, riferendosi quasi certamente agli esuli libici all’estero...CONTINUA

lunedì 21 febbraio 2011

LIBIA RIVOLTA E FIAMME, DOV’È GHEDDAFI?

In Libia è quasi guerra civile, a Tripoli in fiamme la sede del governo, ma anche la sede della tv di Stato, le stazioni di polizia e molti edifici pubblici.
Gheddafi è già scappato?
Secondo la tv al Jazeera il colonnello si trova già in Venezuela, ma il figlio di Gheddafi smentisce la notizia in tv: "E' rimasto in Libia; non è come Ben Ali o Mubarak, l'esercito è con lui".
I manifestanti approfittando dell’assenza della polizia e sicurezza libica, come sostiene il giornalista Nazar Ahmed, hanno assaltato la sede del governo, la tv di Stato e molti edifici pubblici, soprattutto nella zona di al-Azizia e nella piazza 'al-Shuhada' della capitale, facendo razzia di ogni edificio e appiccando incendi.
Ormai la Libia rischia la guerra civile, pertanto è intervenuto in nottata il figlio del colonnello Gheddafi, per lanciare un messaggio a tutto il popolo libico: ''Siamo a un bivio la guerra civile tra le tribù con decine di migliaia di morti, oppure l'avvio di un dialogo nazionale già da domani, in 48 ore"...CONTINUA

domenica 20 febbraio 2011

LIBIA IN RIVOLTA: SONO ALMENO 250 LE VITTIME DEGLI SCONTRI

Si fa eccessivo lo scempio umano che si sta consumando il Libia sotto la direzione del Leader Gheddafi che, come fecero i suoi pari grado di Tunisi ed Egitto, non accetta il nascere di manifestazioni spontanee della popolazione che si ribella al regime che la opprime.
Sembra salito a 250 il numero dei morti e a oltre 700 quello dei feriti, questo il macabro bilancio degli scontri che si sono succeduti ieri pomeriggio a Bengasi, capoluogo della Cirenaica tradizionalmente contraria al regime di Gheddafi, tra manifestanti e le forze della sicurezza libica.


Sono numeri presunti, senza conferma a causa dell'assenza di giornalisti e dell'interruzione del servizio internet nel paese.
Le uniche fonti certe sono quelle dell’ospedale di Al-Jala di Bengasi dal quale arriva la notizia che il numero dei morti è così alto da non poterli più contenere all’interno della camera mortuaria...CONTINUA