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venerdì 4 marzo 2011

6 DONNE UCCISE IN COSTA D’AVORIO

Un funzionario delle forze di sicurezza dice alleati di Gbagbo, ancora al potere in Costa d'Avorio, hanno sparato e sulla folla ed ucciso sei manifestanti donne.
ll Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha espresso profonda preoccupazione per il rischio di una nuova guerra civile in Costa d'Avorio e ha invitato forze di pace delle Nazioni Unite a fare di più per proteggere i civili.
Quasi 400 persone sono state uccise dopo la contestata elezione 28 novembre, quasi tutti sostenitori del vincitore Alassane Ouattara.


Alassane Ouattara è stato nominato dalle Nazioni Unite, Unione Africana e il gruppo regionale ECOWAS come vincitore delle elezioni presidenziali del 28 novembre, ma Gbagbo si è rifiutato di dimettersi e ha chiesto che le truppe delle Nazioni Unite lascino il paese.
I membri del consiglio delle 15-nazione condannano le minacce ed gli atti di gratuita violenza perpetrati da parte delle forze di Gbagbo contro i civili e le forze delle Nazioni Unite, come dice un comunicato del Consiglio di sicurezza, l'attacco ha evidenziato lo scontato "fallimento morale" di Gbagbo, il Consiglio ha inoltre esortato la missione delle Nazioni Unite ", per usare tutti i mezzi necessari per svolgere il suo mandato, in particolare per proteggere i civili".
Il rappresentante africano Youssoufou Bamba, ambasciatore della Costa d'Avorio presso le Nazioni Unite, nominato da Ouattara, ha detto che le truppe delle Nazioni Unite hanno dovuto esercitare una azione "più dura" per proteggere i civili e che la dichiarazione del Consiglio di Sicurezza non era abbastanza forti, ha anche ribadito le accuse contro Gbagbo e cioè che stava commettendo un "genocidio" .

lunedì 21 febbraio 2011

LA “NDRANGHETA” ADESSO UCCIDE ANCHE LE DONNE

La “Ndrangheta”, la “Mafia”, la “Camorra”, fin’ora avevano rispettato le donne con una formula antica del codice d’onore, ma ieri nel cosentino sono state uccise due donne, madre e figlia, nella loro abitazione.
I “codici” cambiano anche per la Ndrangheta, alcuni uomini armati a San Lorenzo del Vallo, nel cosentino sono entrati in casa di un commerciante colluso con la malavita e non hanno esitato a sparare a madre e figlia, rispettivamente di 45 e 25 anni.


Le due vittime di cui attualmente non si conoscono i nomi, sono rispettivamente cognata e nipote del commerciante in questione, Aldo De Marco che il 17 gennaio aveva ucciso a Spezzano Albanese, per l’ennesima lite provocata dall’utilizzo di un parcheggio, il figlio di un famoso latitante, Domenico Presta.
Franco Presta, padre del giovane ucciso, è latitante dal 2009, in quanto incriminato dal tribunale di Cosenza per usura ed estorsione e dovrebbe scontare una condanna di cinque anni di reclusione...CONTINUA